1947 XII Domenica dopo Pentecoste
La carità cristiana

 

Un dottore di legge, narra San Luca, si presentò a Gesù Cristo dicendogli per tentarlo: Maestro, che cosa bisogna fare per ottenere la vita eterna. Gesù Cristo gli rispose: “Che cosa è scritto nella legge, che cosa vi leggi?” E l’altro rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. E amerai il tuo prossimo come te stesso.” Hai risposto bene, gli replicò Gesù, va, fa questo ed avrai la vita eterna.” Il dottore gli domandò poi chi fosse il suo prossimo, e chi dovesse amare come se stesso. Gesù gli propose la bella parabola del Samaritano misericordioso, che abbiamo sentito oggi.

È la carità che ci rassicura la vita eterna. Vediamo dunque se abbiamo questa carità. Tutta la nostra religione non è che falsità e tutte le nostre virtù non sono che larve, e non siamo che ipocriti davanti a Dio, se non abbiamo questa carità universale per tutti senza distinzione, cioè per i buoni e i cattivi, per i poveri, per tutti coloro che ci fanno del male. No, non vi è virtù che meglio dell’amore ci faccia conoscere se siamo cattolici cristiani; e l’obbligo che abbiamo di amare il nostro prossimo è così grande, che Gesù Cristo ce ne fa un comandamento dalla cui osservazione dipende l’amore eterno. E dobbiamo considerare questo dovere come il più necessario ed essenziale alla nostra salvezza. Gesù Cristo ha tanto a cuore l’adempimento di questo comandamento, che ci dice che solo dall’amore che avremo gli uni per gli altri Egli ci riconoscerà per suoi figli (Giovanni 13,35).

In che consiste adunque l’amore che dobbiamo al nostro prossimo. Esiste in questo di voler il bene di tutti, nel farne loro ogni qualvolta lo possiamo, nel sopportare, scusare e nascondere i loro disfatti. Ecco la verace carità dovuta al prossimo, ed il vero segno d’una vera carità, senza la quale non possiamo né piacere a Dio né salvare le anime nostre.

Dobbiamo fare del bene a tutti, almeno quanto possiamo, fare bene che si riferisce al bene del corpo, dell’onore e dell’anima.

Ditemi che cosa regna oggi nei cuori della maggior parte, la carità o quel detestabile egoismo? Con quante astuzie, inganni, imbrogli si cerca di danneggiare il prossimo.

Quanto all’onore del prossimo dobbiamo guardarci bene dal nuocere alla sua riputazione con diffamazione e molto meno con calunnie. Qual è la condotta della maggior parte dei cristiani odierni? Censurare, criticare, parlar male e condannare quanto fa il prossimo.

Ma quanto ai beni dell’anima, che sono cento volte più preziosi di quelli dell’Anima, che sono cento volte più preziosi di quelli del corpo, possiamo loro procurarli pregando per loro allontanandoli dal male coi nostri consigli, e soprattutto coi buoni esempi.

Ahimè! Si può dire che i padri e le madri amano i loro figli quando li vedono vivere così indifferenti per ciò che riguarda la salvezza delle anime loro, e non muovono un dito? Se i padri e le madri avessero la carità che debbono avere pei loro figli potrebbero con tanta indifferenza far loro trascurare la preghiera, di farli mancare alle santi funzioni? Mio Dio, che risponderanno a Gesù quando mostrerà loro che hanno preferito una bestia, un gruzzolo di soldi, un pugno di fieno all’anima dei loro figli? O povera anima, quanto poco sei stimata ed amata! Scandalo!

O mio Dio, quanti cristiani si dannano per mancanza di carità! No, no, faceste anche miracoli, non andrete mai salvi, se non avete la carità!